Trenta fusti contenenti materiale bituminoso ed idrocarburi sono stati rinvenuti oggi in un’area di cava dismessa alla periferia di Ercolano, all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. In particolare, il terreno nel quale sono stati rinvenuti i fusti, era adibito a coltivazione del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio, un prodotto a denominazione di origine protetta. Le piantine ed i relativi frutti sono stati campionati per essere immediatamente analizzati in laboratorio a cura dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Campania, per escludere ogni pericolo per la salute. In via precauzionale, tutta l’area è stata sequestrata e la coltivazione è stata interdetta alla commercializzazione.
I fusti di tipo industriale, della capacità di circa 200 litri cadauno, conterrebbero rifiuti speciali pericolosi di origine catramosa oltre a oli esausti soggetti attualmente a caratterizzazione fisico-chimica attraverso specifiche analisi condotte dall’Arpac.
Oltre ai fusti, sono stati trovati materiali di risulta edile, parti di manto stradale e amianto frantumato, il tutto ad una profondità che varia dai 30 centimetri ad 1,5 metri.
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