Il quadro dell’incidentalità stradale a Napoli è un composto di luci ed ombre. Secondo gli ultimi dati ACI-Istat, nel 2014 nella provincia di Napoli si sono verificati 4.757 sinistri, in cui hanno perso la vita 92 persone mentre 6.810 sono rimaste ferite. Rispetto all’anno predente, diminuiscono i decessi (-6,1%), ma aumentano sia gli incidenti (+2,4%) che gli infortunati (+2,6%).
Spostando l’attenzione sul solo comune di Napoli, si registra una netta flessione sul piano delle vittime (25, pari ad un decremento del 32,4%), ma anche un significativo incremento dei sinistri (2.175; +7,1%) e dei feriti (2.973; +9,9%).
in base ai costi generali medi per incidente stradale calcolati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si può stimare, su Napoli, un costo sociale annuo per i sinistri con lesioni a persone pari a 478 milioni di euro: in pratica gli incidenti pesano su ogni napoletano per un costo medio procapite pari a 153 euro.
Sulle strade urbane si concentrano il maggior numero di sinistri (4.008), di morti (60) e di feriti (5.609), ma sulle arterie extraurbane è più elevato il tasso di mortalità pari a 6 vittime ogni 100 incidenti, contro una media di 1,5 delle strade urbane e di 2,3 delle autostrade che attraversano la provincia di Napoli.
La guida distratta, dovuta soprattutto all’uso del cellulare da parte dei conducenti, è la principale causa degli incidenti (38,7% dei casi), mentre alla velocità eccessiva sono riconducibili la maggior parte dei sinistri mortali (39,7%). Il lunedì è il giorno con il più elevato numero di morti (21), mentre la fascia oraria più a rischio è quella notturna (da mezzanotte alle 6) con 22 decessi. Il 28,3 delle vittime ed il 42,9% dei feriti hanno meno di 30 anni.
Un discorso a parte, infine, merita il dato regionale dove si registra un leggero incremento dei sinistri e dei feriti (in entrambi i casi: +0,9%) ed un marcato calo dei morti (-14,7%). Quest’ultimo dato però è condizionato dal confronto con il 2013, anno in cui si verificò la spaventosa tragedia del bus turistico sul viadotto “Acqualonga” dell’A16 Napoli – Canosa che costò la vita a 40 persone in un solo colpo. La più grande disgrazia su strada accaduta nel nostro Paese. Sicché, scorporando le conseguenze di quella terribile sciagura dal dato statistico regionale complessivo, la situazione della mortalità resta sostanzialmente invariata.