L’Osservatorio di Tradapharma, in collaborazione con Doxa Duepuntozero, ha svolto un’indagine per svelare abitudini e falsi miti dei campani sotto le lenzuola.
L’indagine rivela che, anche in Campania, con il passare degli anni (sia anagrafici, che della durata della coppia) si fa sempre meno l’amore. Se i più attivi sono gli under 35 e coloro che sono impegnati in una relazione da meno di 5 anni, praticando un’attività sessuale costante almeno due o più volte la settimana, la situazione cambia drasticamente superati gli “anta”: solo 3 coppie su 10 continuano ad avere più di un rapporto alla settimana e addirittura il 9% della popolazione non ha fatto sesso negli ultimi 6 mesi.
Allarmanti anche i dati sull’appagamento sessuale delle donne campane, che dichiarano che l’orgasmo non è un risultato scontato: il 69% sostiene di non raggiungerlo sempre contro il 73% delle donne italiane. Spesso la causa riguarda le performance maschili: l’uomo campano arriva al traguardo troppo velocemente (lo pensa l’83% degli uomini contro il 62% delle donne, rispettivamente il +14% e +1% della media nazionale) oppure non riesce a mantenere l’erezione durante l’intero rapporto (il 76% vs 73%) problema evidente già a partire dai 35 anni (46%).
Per quanto riguarda le cause che possono minare la soddisfazione sessuale della coppia campana, quello che influisce maggiormente in modo negativo è il calo del desiderio da parte di uno dei due partner: lo pensano sia gli uomini campani (78% vs 74% media nazionale) che le donne della regione (69% vs 76% donne italiane). Il calo del desiderio è giudicato un problema serio soprattutto dagli over 54 anni (83%) oppure da quegli uomini che sono impegnati in una relazione da più di 20 anni (79%).
Quando accade qualche problema o defaillance, in controtendenza con la media nazionale, gli uomini della Campania sono più propensi a parlare con la propria compagna: solo il 13% non si confida, mentre a livello nazionale la percentuale arriva al 25%. Al contrario, sul versante femminile, la situazione è anche peggiore della media nazionale: il 41% delle donne campane (7 punti percentuali in più della media nazionale) non parla al suo uomo dei problemi che le sono accaduti durante il rapporto sessuale, con conseguenze importanti sul benessere sessuale della coppia.
“I dati di questa ricerca – spiega Fabrizio Iacono, professore di urologia nell’Università Federico II di Napoli – sono confermati anche dai nostri studi. La sessualità è un mix di elementi che va dalla prevenzione alla complicità al dialogo di coppia all’affrontare in maniera consapevole le proprie defiance. Il 70% dei casi di deficit erettili non sono altro che disfunzioni sessuali che possono essere risolte in maniera non invasiva, con cambi di stile di vita, con una maggiore attività sportiva e l’introduzione, nella propria dieta, di alcuni integratori alimentari”
E quali sono invece i tabù che nascono sotto le lenzuola? Film a luci rosse? Linguaggio volgare? Niente affatto. La cosa più imbarazzante per le coppie Campane è usare o far usare farmaci per potenziare la prestazione sessuale, in mancanza di patologie specifiche. Lo pensa il 60% dei campani contro il 63% degli italiani. Solo il 14% delle coppie campane userebbe farmaci con una certa frequenza (+6% rispetto al dato nazionale). Al contrario quasi il 70% degli intervistati campani non rinuncerebbe a rimedi naturali, in linea con la media nazionale.
Interessanti anche i dati che raccontano lo scenario sulla cura della sessualità in Campania. Gli uomini infatti non sembrano molto attenti al proprio benessere sessuale anche se risultano essere più accorti rispetto al dato nazionale; il 29% degli uomini che hanno avuto dei problemi durante un rapporto sessuale non si sono documentati per capirne le cause (38% dato Italia). Le donne campane sono ancora più disinteressate: il 47% non ha cercato informazioni, dato quasi in linea alla media nazionale del 50%.
Inoltre, se consideriamo gli uomini che hanno deciso di approfondire e capirne di più del problema, il principale strumento di ricerca è internet: il 69% lo usa. Pochi si rivolgono al proprio medico di base oppure ad uno specialista. Dato che trova conferma quando si scopre che il 75% dei maschi campani non è mai stato dall’andrologo.
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