A fine 2013 Facebook ha iniziatato a proporre nel newsfeed contenuti video riprodotti in automatico, con il solo accorgimento dell’audio silenziato.
Chi ci ha guadagnato sono le compagne telefoniche, soprattutto quelle Usa, dove è maggiore la tendenza a sottoscrivere contratti in abbonamento. Il sito statunitense Moneysavingexperts ha riferito di aver ricevuto numerose proteste di utenti le cui bollette sono decollate o il traffico disponibile si è esaurito in anticipo a causa del traffico dati generato dai video.
Secondo i responsabili del sito, anche il fenomeno Ice Bucket Challenge ha contribuito a fare impennare i costi degli abbonamenti per smartphone e tablet. Le secchiate d’acqua in favore della Sla hanno infatti prodotti 2,8 milioni di nuovi video dallo scorso luglio, visti su Facebook da circa 28 milioni di persone.
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