La mancanza di controlli di sicurezza nella tecnologia aerospaziale potrebbe trasformare lo spazio nel prossimo obiettivo dei criminali informatici.
Lo sostiene Raj Samani, CTO di Intel Security per la regione Enea, che ha esortato aziende e pubbliche amministrazioni a considerare più seriamente la sicurezza, in particolare in un settore così vulnerabile come quello aerospaziale.
“Tradizionalmente l’industria aerospaziale ha fatto affidamento su tecniche di dissimulazione come mezzo per proteggersi – ha dichiarato Samani – Tuttavia, come abbiamo visto per le infrastrutture critiche, i criminali informatici in poco tempo riescono a sfruttare le vulnerabilità, una volta che sono state individuate”.
Secondo Samani i vettori di attacco su cui porre maggiore attenzione sono i satelliti. “Abbiamo visto crescere gli esempi di vulnerabilità all’interno di reti satellitari – ha sottolineato – e il loro sfruttamento a scopo di lucro da parte degli hacker”.
Quest’anno anche i giganti tecnologici si sono dimostrati più attivi nella sperimentazione di connettività Internet attraverso lo spazio, dall’internet dei droni di Facebook all’”internet spaziale” di Samsung realizzato con 4.600 satelliti orbitanti per consentire un accesso al web a basso costo a livello globale.
“La nostra dipendenza da satelliti in orbita bassa per supportare l’infrastruttura di telecomunicazioni ci ha lasciato esposti a vulnerabilità, intercettazioni, e violazione della privacy – prosegue Samani – Di tali vulnerabilità si sono già serviti gruppi criminali che stanno sfruttando le comunicazioni satellitari commerciali per nascondere il proprio operato e le infrastrutture di controllo rendendosi irrintracciabili dalle piccole imprese che non sono in grado di rintracciarli tramite le infrastrutture satellitari hackerate.”
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