Scuole chiuse, a New Delhi, per l’emergenza smog. I cantieri sono stati fermati per tre giorni in tutta la città. Nella capitale dell’India, code nei negozi del Khan Market che vendono maschere anti-inquinamento.
Ieri la gente si è radunata sotto la sede del parlamento per protestare. E su Twitter è stato lanciato l’hashtag #MyRightToBreathe, il mio diritto a respirare.
Tra le immagini della protesta, quella di un bambino che mostra un cartello con la scritta “Everytime you smoke, the world starts to choke”, “Ogni volta che fumi, il mondo inizia a soffocare”.
New Delhi è oggi la città più inquinata del mondo. Con livelli di tossicità dell’aria che sono fuori da ogni parametro di misurazione finora utilizzato.
L’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente ha un proprio indice per stimare la salubrità dell’aria: l’Aqi, l’Air Quality Index. Le città che hanno un Air Quality Index più basso, compreso tra zero e cinquanta punti, sono le migliori, definite “Green”, con livelli di smog etichettati come “Good”. Tra queste ci sono anche due grandi metropoli, Londra e New York. Con l’aumentare del punteggio si entra nelle fasce gialle (Moderate), arancioni (Unealthy for sensitive groups), rossa (Unhealthy), e viola (Very Unhealty). L’ultima fascia dell’Aqi è quella marrone, con punteggio tra 301 e 500, indicata come “Hazardous”.
New Delhi, secondo una rilevazione effettuata dall’ambasciata Usa, riferita dalla Cnn, ha un Aqi di 999 punti. Pari a cinque volte il livello definito come “Unhealthy”, e a due volte quello etichettato come Hazardous.
Little children at Jantar Mantar today fighting for their right to Breathe!! #MyRightToBreathe #LetsSaveDelhi pic.twitter.com/40YbwA8uO5
— Radhika Khera (@Radhika_Khera) 6 novembre 2016