C’è un tesoro, a Napoli, che rischiava di andare perduto. L’archivio fotografico di Riccardo Carbone, costituito da 500mila immagini che raccontano i volti di Napoli e dei napoletani, in scatti realizzati tra gli anni ’20 e gli anni ’70. Una memoria collettiva oggi aggredita dal tempo che passa, dalle muffe che mangiano la pellicola.
Riccardo Carbone, primo fotoreporter a Napoli, ha raccontato le ricchezze artistiche e i grandi mutamenti urbanistici, la vita quotidiana, lo sport, la canzone napoletana, il mondo dei pescatori, le navi da crociera ed i personaggi illustri, le partenze degli emigranti, i tuffi degli scugnizzi, le mareggiate, le feste, e molto altro.
Un intero mondo racchiuso in tante piccole scatole di cartone, ordinatamente numerate ed allineate sugli scaffali, contenenti lastre di vetro, stampe, rullini e una miriade di buste porta-pellicole, ciascuna contrassegnata con il titolo del servizio fotografico scritto a mano, con una elegante grafia “antica”.
Per salvare questo patrimonio di ricordi, un’associazione di volontari ha dato vita ad un’iniziativa di crowdfunding. Che ha avuto molto successo, a guardare i numeri: a 23 giorni dalla scadenza sono stati raccolti circa 15.500 euro, più dei 12mila euro richiesti per la messa in sicurezza dell’archivio. Così l’obiettivo ora diventa più grande: potere garantire la libera consultazione delle foto, e realizzare anche una versione digitale, fruibile online.
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