Visibilmente commosso, Andrea Camilleri ha ricevuto questa mattina in Campidoglio la cittadinanza onorario di Agrigento, alla presenza del ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini.
“Un riconoscimento – ha spiegato il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto – per il contributo straordinario dato dall’autore alla città, non solo per le sue opere tradotte in 32 Paesi del mondo, ma anche per la geniale invenzione di una lingua che ha sdoganato definitivamente il dialetto”.
“È un gesto di affetto e di stima che non può che gratificarmi e commuovermi – ha detto lo scrittore, che ha compiuto 90 anni a settembre – Uno può vincere un premio letterario ma avere la cittadinanza onoraria significa che un intero paese ti dice voglio che tu sia dei nostri”
A margine della cerimonia, Camilleri ha commentato l’episodio delle statue coperte al Campidoglio in occasione della visita in Italia del presidente iraniano Hassan Rohani.
“Un gesto incauto e stupido, perché più conserviamo le nostre tradizioni e la nostra cultura, più possiamo affrontare l’incontro con l’altro – ha osservato – Una figuraccia, ma ci sono paesi europei che fanno di peggio”. E sul senso di appartenenza all’Europa, Camilleri ha detto: “A me una volta chiesero se ero felice di essere europeo e io dissi di sì, sono contento di farmi vestire da un sarto europeo, purché i miei indumenti intimi siano italiani, così il vestito europeo mi cade meglio. Significa che più noi manteniamo le nostre tradizioni e le statue così come sono, senza coprirle, più siamo forti e pronti ad affrontare il futuro”.
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