Le regole, c’erano già. Ma Facebook ha ritenuto di doverle rendere più chiare, con una nota in cui pone l’attenzione sulle proprie “Community Standards”. Norme di buona convivenza che, spiega il social, sono state scritte per aiutare le persone a capire cosa è accettabile condividere con i propri amici.
Cosa è vietato pubblicare su Facebook?
In generale, tutto ciò che viola la legge di un particolare Paese, anche se questo non è contrario alle Community Standards. Il social ha dichiarato di ricevere numerose richieste dai governi, declinando quelle irragionevoli, accogliendone altre, e a volte limitandosi a restringere l’accesso a determinati contenuti impedendone la visualizzazione in alcuni Paesi.
I contenuti vietati sono quelli relativi a violenze e minacce, autolesionismo, bullismo e intimidazioni, post che incitano all’odio, nudità. E, ancora, testi, foto e video protetti da proprietà intellettuale, phishing e spam.
Facebook ha anche pubblicato il transparency report, che contiene dati dettagliati sul numero di richieste di informazioni presentate dai governi, con la percentuale dei casi in cui la richiesta è stata accolta.
13