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di Luigi D’Alise
I taccuini sono l’officina dello scrittore.
Sembra un paradosso, ma nonostante app, tablet e smartphone, per tanti autori la ricerca di identità passa attraverso la riappropriazione della materialità del gesto.
Moleskine, quaderni, fogli sparsi: la carta è il momento della creatività, il computer quello dell’ordine.
Appunti di involuzione digitale, nel pezzo di Raffaella De Santis, su Robinson in edicola