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di Luigi D’Alise
Ciò che vediamo, camminando per strada o durante un viaggio in auto o in treno, non è più semplice materiale per il ricordo, ma viene valutato in funzione della sua possibilità di essere condiviso sui social.
Fermiamo l’auto al bordo della strada non per osservare un tramonto straordinario, ma per condividere un tramonto straordinario.
Siamo diventati, molto rapidamente, agili macchine da condivisione, osserva Massimo Mantellini, sulle pagine di Internazionale.
Se c’è qualcosa che le reti sociali potrebbero insegnarci, spiega lo scrittore, grande esperto di cultura digitale, è che il nostro sguardo è ormai altissimo e domina l’orizzonte, ma benché l’impressione che proviamo sia quella di poter comprendere tutto, in realtà continuiamo a sapere poco di tutto.
Esattamente come un tempo, quando Émile Zola nel 1901 diceva che nulla esiste davvero se non è stato fotografato.
Non era vero allora, non lo è oggi
(foto John M Lund Photography Inc, Getty Images)
