di Luigi D’Alise
La storia è sempre stata terreno di battaglia per le forze politiche, che cercano nelle glorie passate la loro legittimazione.
Ma mentre si può considerare fisiologico, seppure scorretto, l’uso politico della storia, oggi siamo di fronte a un fenomeno diverso e per alcuni aspetti inedito: l’intento di squalificare in blocco intere epoche e i loro protagonisti, di cui vengono vandalizzati i monumenti e messe al bando le opere.
Queste pratiche hanno suscitato la reazione di due studiosi britannici, David Abulafia e Robert Tombs, con il loro manifesto History Reclaimed.
Ne parla Luigi Ippolito su “la Lettura”, l’inserto culturale del Corriere, che sarà in edicola domenica, 7 novembre.
In sostanza, si tratta di rivendicare gli strumenti interpretativi tipici dello storico, che deve sempre collocare gli eventi nel loro contesto e porsi come primo scopo quello di comprenderli.
Perché una storia giustiziera, già ammoniva Benedetto Croce, finisce fatalmente per risultare ingiusta
