Il 2014 e il 2015 hanno registrato un aumento della partecipazione culturale, in particolare delle visite a musei, mostre, siti archeologici e monumenti. Questa tendenza, spiega l’Istat nell’annuario statistico 2015, viene confermata anche dall’ammontare dei visitatori registrato dai 437 istituti museali statali, che nel 2014 è aumentato del 6,7% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quasi i 41 milioni di presenze.
Nel 2015 il 64,6% della popolazione di sei anni e oltre ha fruito di almeno uno spettacolo, un intrattenimento o una visita a musei e mostre (62,7% nel 2014). A crescere sono soprattutto la frequentazione di musei, mostre e siti archeologici (da 27,9 del 2014 a 29,9% del 2015) e dei concerti di musica diversa da quella classica (da 18,4 a 19,3%).
Il 2015 segna la ripresa anche del cinema che, rispetto a un anno fa e dopo un incessante calo, vede crescere la quota di spettatori sulla popolazione di sei anni e più. Vanno al cinema soprattutto i giovani fino ai 24 anni (oltre il 78%) in particolare quelli di 18 e 19 anni (84,7%). La frequentazione di sale cinematografiche decresce poi rapidamente all’aumentare dell’età, dal 68,7% tra le persone di 25-34 anni raggiunge il minimo tra gli anziani (22,4% tra i 65-74enni e 8,3% tra gli over75).
Il teatro è l’unica attività fuori casa, fra quelle considerate, in cui la partecipazione femminile è maggiore rispetto a quella maschile (21,9% di donne e 17,2% di uomini). I più assidui frequentatori sono però i bambini e i ragazzi fino a 19 anni, circa tre su dieci.
La televisione rimane il medium più amato dagli italiani: la guarda il 92,2% della popolazione di tre anni e più (91,1% nel 2014). Il piccolo schermo attira spettatori in tutte le fasce di età, ma i più accaniti fruitori sono i giovanissimi di 6-14 anni (95,3%) e i 65-74enni (96,5%).
L’ascolto della radio interessa invece il 57,9% della popolazione, in lieve crescita rispetto al 2014. I programmi radiofonici hanno le maggiori audience fra le persone di 25-44 anni (72,4%).
Dopo anni di trend decrescente, nel 2015 è stabile la percentuale dei lettori di giornali e in particolare di quelli assidui (che leggono il quotidiano almeno cinque volte a settimana). L’abitudine alla lettura dei quotidiani riguarda comunque meno della metà della popolazione (47,1% delle persone di 6 anni e più); il 36,3% dei lettori lo legge cinque giorni o più a settimana, i più assidui sono gli anziani (oltre il 40% a partire dai 60 anni).
Ugualmente per la lettura dei libri, la flessione registrata negli anni precedenti ha una battuta di arresto nel 2015, consolidando il livello del 2014 (42,0% della popolazione di 6 anni e più). Contrariamente a quanto accade per i quotidiani, la quota di lettori di libri diminuisce al crescere dell’età e le donne, in tutte le fasce di età, mostrano un interesse maggiore degli uomini (48,6% contro 35,0%). Tra chi si dedica alla lettura, quasi la metà (45,5%) legge al massimo 3 libri all’anno mentre solo il 13,7% ne legge più di uno al mese.
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