Papa Francesco ha rifiutato una donazione proveniente da Mauricio Macri, presidente dell’Argentina, perché l’importo contiene il numero 666, che nella tradizione cristiana si riferisce a satana.
Il contributo elargito dal governo argentino, spiega Vatican Insider, rubrica de La Stampa, era stato annunciato senza preavviso, il 29 maggio, dal sottosegretario del Culto del governo Macri, Alfredo Abriani, in occasione del congresso mondiale di Scholas Ocurrentes, organizzazione non governativa fondata nel 2000 da Papa Francesco, quando era cardinale a Buenos Aires, con l’obiettivo di unire le scuole del pianeta.
L’irritazione del pontefice era stata immediata, perchè in Argentina i media avevano diffuso la notizia interpretandola come un segnale di distensione nei rapporti tra il Papa e Macri, tesi sin da quando i due erano, rispettivamente, arcivescovo e sindaco della capitale.
Quando poi il giorno successivo, attraverso la lettura del decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Argentina, Papa Francesco ha conosciuto la cifra dell’importo, 16.666.000 pesos argentini, oltre un milione di euro, ha deciso di respingere la donazione.
Quelle tre cifre, 666, in vari riferimenti della Bibbia, contenuti nell’Antico e nel Nuovo Testamento, indicano una “bestia che sale dal mare e devasta la terra”. Papa Francesco ha scritto ai responsabili in Argentina di Scholas Occurentes chiedendogli di restituire per intero il finanziamento. E, per fugare ogni dubbio, in un Post Scriptum ha specificato di non aver gradito il numero 666.
Diversa interpretazione di quella cifra è stata data dal governo argentino. Un funzionario, come riporta La Nacion, ha spiegato che la somma è stata calcolata sulla base della stima delle spese della sede dell’organizzazione a Buenos Aires e sul costo degli stipendi dei 36 dipendenti.
Nessuno scontro in atto tra Vaticano e governo argentino, assicura il ministro degli Esteri argentino, Susan Malcorra, che lunedì è stata ricevuta da Bergoglio. “Non c’è animosità nei confronti del presidente Macri – ha detto al termine del colloquio – E’ stata una conversazione molto naturale, in cui non sono stati fatti richiami a conti o a grandi differenze filosofiche”.
Pace fatta, forse. Donazione respinta, sicuramente, perché nel fine settimana Scholas Occurentes ha formalizzato al governo la richiesta di non erogare il contributo per evitare di “creare confusione e divisione tra gli argentini”.
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