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Su una popolazione totale di 44 milioni di italiani, l’1,01% potrebbe avere comportamenti di gioco problematico.
Su una popolazione totale di 44 milioni di italiani, l’1,01% potrebbe avere comportamenti di gioco problematico.Lo rivela una la ricerca “Il Gioco: fattori di protezione e di rischio”, promossa da Aams, Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e il Gruppo Lottomatica, concessionario per il Gioco del Lotto e per le lotterie istantanee, e realizzata da Claudio Barbaranelli del Centro Interuniversitario per la Ricerca sulla Genesi e sullo Sviluppo delle Motivazioni Prosociali e Antisociali dell’Università La Sapienza.
Dall’indagine emerge un quadro che caratterizza il giocatore potenzialmente problematico come un giocatore dedito a più giochi rispetto agli altri giocatori. L’identikit è di un soggetto più frequentemente di sesso maschile e separato; generalmente meno capace di gestire il denaro a prescindere dall’attività di gioco; spesso figlio di almeno un genitore con problemi analoghi; propenso al rischio.
I fattori più importanti che possono determinare un approccio al gioco di tipo problematico, infatti, sono di natura individuale: credenze errate riguardo alle probabilità di vincita e al proprio controllo sulla giocata; impulsività; basso auto-controllo; propensione al rischio; familiarità. Elementi, questi, sui quali è possibile intervenire agendo sulla comunicazione per incrementare l’autoefficacia, fornendo informazioni per ridurre le credenze errate e costruendo messaggi informativi e pubblicitari chiari.
Dai risultati della ricerca si evince anche che il proseguimento delle campagne di sensibilizzazione al Gioco Responsabile condotte dai diversi operatori e dai Monopoli di Stato, sia tramite i canali di comunicazione “tradizionali”, sia su internet, rappresenta un’ottima strategia di sensibilizzazione al gioco responsabile.