“I bassi tassi di attività e di occupazione femminile rappresentano uno dei fattori di debolezza dell’economia italiana ai quali è necessario porre rimedio”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo intervento in occasione della cerimonia al Quirinale per la Giornata internazionale della donna. “Come dimostrano diverse ricerche – ha aggiunto il capo dello Stato – un incremento dell’occupazione femminile determinerebbe un importante aumento del Pil italiano. Una delle ragioni dello svantaggio attuale sta proprio nella più alta propensione delle donne italiane ad abbandonare il lavoro in caso di maternità, specie dopo il terzo figlio, ma anche dopo le prime nascite”.
Per Napolitano “occorre, però, evitare di trattare questi temi solo in termini di benefici economici. Una società, un sistema economico, un mercato del lavoro, un welfare che scoraggiano la maternità non sarebbero apprezzabili neppure se consentissero livelli di crescita ragguardevoli. E comunque questo non è il caso italiano. In generale, una comunità nazionale che non genera abbastanza figli segnala un profondo malessere, una rassegnazione, in sostanza, al declino del paese. E’ dunque molto difficile, specie nei casi estremi, la vita delle madri che non possono contare su redditi e aiuti sufficienti. Alle situazioni di emergenza si deve dare una risposta prioritaria. Tuttavia, anche in casi meno drammatici l’impegno familiare richiesto oggi alle donne, specie in alcune fasi della vita, è troppo oneroso. Coloro che hanno rimandato la maternità, in attesa di maggiori sicurezze economiche, si trovano spesso a dovere conciliare lavoro e cura dei figli con l’assistenza a genitori e parenti anziani”.