“In periodi di recessione acquistano forza le sirene del protezionismo e della tutela delle imprese più deboli contro il pericolo della loro estromissione dal mercato. Non è questo il modo per perseguire gli obiettivi di coesione sociale”. Così il Garante della concorrenza, Francesco Pitruzzelli, nella relazione annuale dell’Autorità.
“Consentire, attraverso l’ allentamento dei vincoli antitrust, l’artificiale restrizione dell’offerta o la fissazione di prezzi al di sopra del valore di mercato – prosegue – può ostacolare l’avvio di processi di selezione delle imprese a favore di quelle più efficienti, disincentivare l’innovazione e la crescita di produttività, finendo così per penalizzare l’innescarsi di efficaci e duraturi processi di ripresa economica. Se non facciamo ripartire il motore della crescita non sarà neppure possibile mantenere la coesione sociale”.
“Resta forte – sottolinea Pitruzzelli – la necessità di continuare ad assicurare una decisa repressione degli illeciti anticoncorrenziali, al fine di garantire il rispetto delle regole antitrust da parte di tutti gli operatori nel mercato, in coerenza con quanto avviene in sede comunitaria, dove la Commissione ha attuato negli ultimi anni una politica di concorrenza vigorosa, sia nei confronti dei cartelli, sia con riguardo alle condotte unilaterali delle imprese, da un lato, applicando rilevanti sanzioni, dall’altro, avvalendosi dell’istituto del settlement agreement”.
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