Sono ancora molti gli ostacoli al pieno dispiegarsi della concorrenza nel settore bancario, che impediscono una riduzione dei prezzi a vantaggio del consumatore finale e un aumento della mobilità della domanda.In una indagine presentata oggi, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato segnala la possibilità di ottenere risparmi fino a 180 euro nei costi della tenuta dei conti correnti.
Tre le direttrici da seguire. In primo luogo migliorare il grado di trasparenza delle informazioni. Vanno in particolare ripensate le forme di comunicazione dell’Isc, indicatore sintetico di costo. Solo così, spiegano dall’Antitrust, l’indicatore può rappresentare uno strumento utile per raffrontare le varie offerte sul mercato. Per questo l’indagine propone di utilizzare gli sportelli bancomat dove il cliente deve potere trovare le migliori offerte proposte dalla sua banca. La stessa informazione dovrebbe essere trovata presso gli sportelli bancomat delle banche concorrenti con l’obiettivo di rendere semplice e rapida la ricerca delle migliori condizioni. Le banche dovrebbero inoltre essere obbligate a comunicare alla propria clientela, almeno annualmente e con adeguata evidenza grafica, i nuovi conti disponibili informandola dell’esistenza di offerte a condizioni migliori. Andrebbero infine sviluppati uno o più motori di ricerca indipendenti dalle banche che consentano il confronto tra conti diversi.
Altra necessità, quella di tagliare il legame esistente tra conto corrente ed altri servizi bancari. In particolare, secondo l’Autorità, occorre garantire l’eliminazione di tutti i vincoli, contrattuali o di fatto, non necessari tra conto corrente e altri servizi, quali mutuo, risparmio amministrato e polizze assicurative. Sui fogli informativi e sulle comunicazioni periodiche le banche dovranno chiarire che per avere i servizi bancari accessori non occorre avere obbligatoriamente il conto corrente presso la banca.
L’indagine conferma la convenienza, pari a -30 per cento, dei conti online rispetto a quelli tradizionali in termini assoluti con punte che superano il 40 per cento per i giovani, e le famiglie e i pensionati con operatività bancaria maggiore.