Nel quarto trimestre del 2013, nel confronto con gli ultimi tre mesi del 2012, gli occupati in Campania sono diminuiti del 2,1%. E’ quanto emerge da una rilevazione dell’Arlas, l’Agenzia regionale del lavoro e dell’istruzione
Il dato, in linea col peggioramento complessivo, mostra un valore poco maggiore di quello fatto registrare in Italia (-1,7%), ma molto meno negativo di quello riferito al Mezzogiorno (-4,7%).
Valori negativi si registrano sia per la componente maschile che per quella femminile, ma la prima incide in misura maggiore (-2,7% contro -0,9%).
Il confronto con i dati dell’Italia e del Mezzogiorno mostra in particolare che, mentre la componente maschile rispecchia l’andamento già evidenziato dal totale degli occupati, per quella femminile il decremento non solo è inferiore a quello del Mezzogiorno ma anche a quello dell’Italia.
La contrazione degli occupati è da attribuirsi interamente al calo degli occupati dipendenti (-2,8%), mentre quelli indipendenti sono rimati stazionari. Ancora una volta il dato della Campania, per i dipendenti, è di poco superiore a quello dell’Italia (2,1%), ma di gran lunga inferiore al dato fatto registrare dal Mezzogiorno (-5,2%). Per gli occupati indipendenti, invece, il dato della Campania è il solo positivo.
L’andamento dell’occupazione per settori di attività economica mostra differenze notevoli.
Mentre l’occupazione è aumentata nell’industria dell’1,6% (a fronte dei decrementi fatti registrare sia in Italia che, soprattutto, nel Mezzogiorno), si è contratta più che altrove nel settore dei servizi esclusi il commercio, alberghi e ristoranti.
Questi ultimi da soli fanno invece registrare un decremento più contenuto che altrove.
Il tasso di occupazione cala di 0,8 punti percentuali in linea col dato italiano, ma in maniera più contenuta rispetto al Mezzogiorno (-1,8 punti percentuali).
E’ soprattutto la componente maschile a determinarlo, mentre incide in modo più contenuto il decremento del tasso di occupazione femminile.
I disoccupati in Campania si contraggono a fronte degli incrementi che si registrano nelle altre aree del Paese.
Ciò è dovuto essenzialmente alla contrazione della componente femminile, mentre i disoccupati maschi aumentano seppure in misura ridotta.
Ne consegue che il tasso di disoccupazione aumenta solo di 0,1 punti percentuali.
Infine il tasso di attività, per effetto della simultanea contrazione sia degli occupati sia dei disoccupati, fa registrare un decremento di 0,9 punti percentuali, in linea col dato del Mezzogiorno ma superiore a quello dell’Italia.
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