Entro gennaio il Consiglio dei ministri approverà un disegno di legge che introduce il reato di omicidio stradale. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri.
Il guardasigilli sta definendo i contenuti del provvedimento in collaborazione con il ministro dell’Interno Angelino Alfano. L’obiettivo, ha spiegato, è “proteggere quelle famiglie che si sentono offese nel loro dolore perché non hanno i riscontri che meriterebbero”.
Dunque iter processuali più brevi, obbligo di previsionale per il risarcimento danni, condanne più severe rispetto all’impianto dell’omicidio colposo, e revoca definitiva della patente per chi guida in condizioni che non garantiscano la sicurezza e provoca un’incidente.
La pena prevista dal reato di omicidio stradale, fino a 10 anni di carcere, sarà stabilita in base alla condizioni psicofisiche di chi si mette alla guida. Saranno ritenute aggravanti, ad esempio, la guida in stato di ebbrezza o l’assunzione di sostanze stupefacenti.
Lo schema del disegno di legge ha incontrato il favore delle associazioni dei parenti delle vittime delle strada. “Consideriamo l’impegno del ministro Cancellieri la prima buona notizia del 2014 – dichiarano l’associazione Lorenzo Guarnieri con l’Aasociazione Gabriele Borgogni e l’Asaps – L’impegno delle associazioni, promotrici da quasi due anni della raccolta delle firme per l’introduzione del reato di omicidio stradale trova finalmente la dovuta attenzione, dopo che per troppo tempo sia nel Governo che nel parlamento si evidenziavano posizioni contraddittorie che avevano sempre di fatto accantonato la proposta”.
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