Le differenze tra i valori del catasto e gli effettivi valori di mercato degli immobili possono generare fenomeni di iniquità, favorendo i più ricchi. Lo afferma Alessandro Buoncompagni, del servizio rapporti fiscali e Sandro Momigliano del servizio studi di struttura economica e finanziariala della Banca d’Italia, nell’audizione sull’indagine conoscitiva in materia di tassazione degli immobili, presso la commissione Finanze del Senato.
La relazione stima inoltre che nel biennio 2013-2014 i prezzi delle case subiranno un nuovo calo, in media nell’ordine di due punti percentuali all’anno in termini nominali.
Un trend già avviato, dal momento che i prezzi delle case sono già calati negli ultimi cinque anni del 13,7 per cento.
Sul fronte delle imprese, Bankitalia sottolinea infine che l’introduzione dell’Imu ha comportato un forte aggravio fiscale a causa dell’incremento dei moltiplicatori: il gettito derivante dagli immobili di proprietà delle imprese e da fabbricati, negozi e uffici posseduti da persone fisiche è aumentato con il passaggio dall’Ici all’Imu superando i 10 miliardi.