Solo un italiano su cinque possiede le competenze minime per orientare e risolvere, attraverso l’uso appropriato della lingua italiana, situazioni complesse e problemi della vita quotidiana.
A lanciare l’allarme è il Censis, nel corso di un convegno dedicato al tema “La società impersonale”.
Secondo l’istituto di ricerche sociali, lo svilimento del capitale culturale si riflette nella crisi endemica di cinema e teatri, accresciuta dalla crisi. Gli individui che compongono la società impersonale hanno un’identità volatile. Cercano prove iniziatiche e sfide per affermare la propria identità, ma anziché affrontare esami universitari, affrontano avvincenti sfide con i videogiochi o il gioco online. Il 31% dei genitori italiani gioca quotidianamente con i videogiochi anche per più di due ore. E oltre il 30% degli adolescenti dichiara di conoscere ragazzi che giocano al poker online.
L’identità delle persone, continua lo studio, poggia sempre più sull’aspetto estetico. L’Italia è terza al mondo per numero di interventi di medicina e chirurgia estetica in rapporto alla popolazione. Nel 2012 gli interventi di medicina estetica sono aumentati del 24,5%.
Nella società impersonale è cresciuta anche la paura, sottolinea il Censis. A fonte di un reale aumento di estorsioni, minacce, omicidi e tentati omicidi, crescono le ansie collettive. Guidano la classifica quelle per il futuro dei figli e per la disoccupazione, aumenta di 10 punti percentuali quella di essere rapinati in casa. Su tutte svetta la paura del degrado ambientale e la distruzione dell’equilibrio naturale. Per quanto riguarda i figli, si temono incontri pericolosi in rete e bullismo. Infine, cresce il pessimismo sul futuro, anche perché la gran parte degli italiani prevede un ulteriore slittamento etico: per il 55% aumenteranno le tangenti, come l’evasione fiscale (58,6%) e la pratica di accettare affari di dubbia committenza (59,8%).