L’Imu sulla prima casa sarà più leggera dell’Ici, almeno per quasi tutte le famiglie con figli a carico. In termini assoluti, invece, l’Imu peserà mediamente di più sulle tasche dei proprietari di prima casa residenti a Roma (397 euro), a Bologna (345 euro) e a Bari (297 euro).
A questo risultato è giunta la Cgia di Mestre che ha fatto un confronto tra i pagamenti di Ici di qualche anno fa, tenendo conto delle aliquote e delle detrazioni applicate allora, e quanto si pagherà quest’anno con l’introduzione dell’Imu, ipotizzando che tutti i sindaci dei Comuni capoluogo analizzati in nella simulazione applicheranno l’aliquota ordinaria del 4 per mille.
Inoltre, nell’applicazione della nuova imposta, la Cgia ha considerato la detrazione di 200 euro prevista dalla legge per ciascuna abitazione principale e gli ulteriori 50 euro che saranno riconosciuti per ogni figlio a carico (under 26), sino ad un massimo di 8.
Per le abitazioni di proprietari senza figli a carico, i vantaggi saranno di tutto rispetto soprattutto per gli immobili ubicati a Savona (-134 euro), a Taranto (-133 euro), e a Varese (-101 euro).
Solo 33 Comuni capoluogo su 101 subiranno degli aumenti rispetto a quanto pagavano con l’Ici. Gli incrementi più significativi interesseranno Bari (70 euro), Roma (71 euro), Lecce (72 euro) e Venezia (+8 euro).
Per le prime case di proprietari con un figlio a carico la situazione migliora ulteriormente. Solo 8 Comuni capoluogo si troveranno a pagare di più rispetto a quanto pagavano prima, mentre con ulteriori figli a carico in tutte le città l’Imu sarà più leggera dell’Ici.
In linea generale, sottolinea la Cgia, quando la rendita catastale di un’abitazione principale supera i 620 euro, l’Imu diventa più “pesante” rispetto all’Ici. Inoltre, per alcuni Comuni, l’Imu con aliquota al 4 per mille dà un valore di imposta pari a zero. Ciò è dovuto al fatto che le detrazioni applicate azzerano l’imposta.