In quattro bottiglie di olio extravergine su cinque è illeggibile la provenienza delle olive impiegate.
A denunciarlo è la Coldiretti, sulla base di una indagine sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere e in vendita nei supermercati.
Il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, ha portato al Vinitaly esempi di bottiglie sulle quali è impossibile leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva.
La scritta è riportata in caratteri molto piccoli posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile. Inoltre spesso bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere sono vendute con marchi italiani e riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all’italianità fortemente ingannevoli. “I consumatori – ha precisato Marini – dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente. L’inganno dell’extravergine straniero che si vuole fare intendere come italiano è particolarmente rilevante in un Paese come l’Italia dove nel 2010 le importazioni di olio di oliva sono state pari a 564 milioni di chili, superiori alla produzione nazionale di 500 milioni di chili. In altre parole è a rischio inganno piu’ di una bottiglia di olio su due”.