La criminalità organizzata fattura ogni anno 140 miliardi di euro. Con 65 miliardi di euro di liquidità, è la più grande banca d’Italia. Con la sola usura, ha provocato nel 2011 la chiusura di circa 1800 imprese e bruciato decine di migliaia di posti di lavoro.
Un quadro allarmante, delineato dal 13mo rapporto sulla criminalità di Sos Impresa-Confesercenti.
“La crisi è funzionale alla criminalità organizzata, che condiziona l’economia legale e fomenta quella illegale del sommerso sia della produzione sia del mercato abusivo per la vendita – ha dichiarato Marco Venturi, presidente di Confcommercio – Lo Stato si è impegnato, ma serve un cambio di passo delle istituzioni: niente sponde politiche, niente appalti, assunzioni, investimenti all’ombra della criminalità. È necessario aprire una nuova stagione di riforme”.
La categoria che risulta più esposta al fenomeno mafioso è quella dei commercianti: subiscono 1300 reati al giorno e in 200mila sono vittime degli usurai.
“Ci impegneremo con la nostra associazione a sostenere il lavoro di denuncia delle vittime attraverso un percorso di collaborazione con la magistratura – ha proseguito Venturi – Saremo un pungolo continuo nei confronti dello Stato, affinché metta in campo azioni di contrasto costante verso le mafie ed i loro affari”.