La recessione ha messo la parola fine alla ricerca del giusto rapporto tra qualità e prezzo negli acquisti di vino nei supermercati: i consumatori oggi scelgono o il prezzo o la qualità. La nuova tendenza è evidenziata da due ricerche di mercato presentate oggi a Vinitaly, secondo le quali le scelte sono influenzate maggiormente dalla finalità d’uso e quindi il consumatore si orienta alternativamente sul fattore prezzo o sul fattore qualità. Non a caso le fasce di prezzo che fanno registrare una crescita nel 2011 sono due: quella bassa, sotto i 3 euro, e quella alta, sopra i 5 euro. L’altra novità è che nella grande distribuzione i prezzi del vinto aumentano sia per effetto del caro vita che della maggiore presenza in scaffale di vini “nobili”.
Gli italiani, dunque, privilegiano sempre più il supermercato come luogo d’acquisto del vino (571 milioni di litri nel 2011), certamente per la sua convenienza, ma anche perché qui trovano un vasto assortimento di vino di qualità (320 milioni di litri di vini Doc, Docg, Igt acquistati nel 2011). Il 62,9 per cento sceglie il supermercato per l’acquisto di vino, il 25 per cento il produttore o la cantina, il 7,3 per cento l’enoteca, il 5,1 altri canali.
Le vendite in promozione sono aumentate (38 per cento del totale nel 2011, mentre la percentuale nel 2010 era del 37 per cento e si prevede arriverà al 39 per cemt0 nel 2012). Aumentano anche le vendite dei vini a marca commerciale, cioè prodotte dalla catena distributrice, seppur con etichette di fantasia, che raggiungono i 43 milioni di euro venduti di bottiglie da 75cl (erano 40 nel 2010).