Dopo l’ulteriore forte contrazione del Pil nel quarto trimestre del 2012, gli indicatori relativi ai primi tre mesi dell’anno in corso suggeriscono che il prodotto potrebbe essersi ancora ridotto, ma a ritmi meno accentuati.
E’ quanto si legge nell’ultimo Bollettino economico di Bankitalia, che evidenzia che i mercati finanziari italiani hanno risentito dell’incertezza politica in misura limitata, e che i differenziali di interesse tra i titoli di Stato italiani e tedeschi sono aumentati dalla fine di gennaio, ma restano molto al di sotto dei massimi raggiunti nel 2011.
Il saldo corrente con l’estero è tornato in pareggio, grazie soprattutto al forte calo delle importazioni.Secondo l’Istituto di via nazionale, le misure del Governo volte a pagare debiti commerciali delle amministrazioni pubbliche e a erogare rimborsi fiscali per complessivi 40 miliardi nell’anno in corso e nel 2014 miglioreranno le condizioni delle imprese e avranno un impatto macroeconomico positivo. L’entità degli effetti dipenderà però ai tempi in cui si realizzerà l’intervento e dalle modalità di utilizzo dei fondi da parte delle imprese.
In un contesto di progressivo deterioramento della qualità del credito, nei primi mesi dell’anno è proseguita la flessione dei prestiti alle imprese, pur se a un ritmo inferiore rispetto alla seconda metà del 2012, e alle famiglie.
Dopo il lieve rialzo dello scorso autunno, il costo del credito alle imprese si è stabilizzato, ma resta di circa un punto percentuale più elevato rispetto alla media dei paesi dell’area dell’euro.
Alla fine del 2012 il tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti alle imprese si è riportato in prossimità dei livelli osservati nella recessione dei primi anni novanta.
L’assetto patrimoniale delle banche italiane resta comunque solido, in grado di far fronte alle sfavorevoli condizioni congiunturali, come recentemente confermato dal Fondo monetario internazionale nell’ambito del programma di valutazione del settore finanziario. Nello scorso dicembre il core tier 1 ratio medio dei gruppi bancari italiani ha superato il 10 per cento (10,9 per i cinque principali operatori).
Al netto della spesa per interessi, nel 2012 si è registrato un avanzo pari al 2,5 per cento del PIL. L’ulteriore aumento dell’avanzo primario atteso nel 2014 permetterà la stabilizzazione del rapporto tra il debito e il prodotto anche qualora la crescita di quest’ultimo fosse modesta.
La relativa stabilità delle condizioni sui mercati finanziari italiani ha riflesso il miglioramento dei saldi di finanza pubblica, oltre che la credibilità dell’impegno delle istituzioni europee nel sostenere l’Unione economica e monetaria. Occorre tuttavia proseguire con politiche economiche efficaci e credibili, che interrompano la spirale recessiva in atto nel nostro paese quasi ininterrottamente dal 2008; è necessario evitare che incertezze nel quadro interno e il riemergere di turbolenze nell’area dell’euro minaccino le prospettive di ripresa.