Tra il 2007 e il 2012 la crisi ha allargato il divario tra Nord e Sud. Primo indicatore, la riduzione del Pil del 10 per cento al Mezzogiorno contro i 5,7 punti percentuali registrati nel Centro-Nord.
Nel complesso, rileva un’indagine Censis, l’Italia ha ceduto 113 miliardi di euro, molto più dell’intero Pil dell’Ungheria. Di questi, 72 miliardi di euro si sono persi al Centro-Nord e 41 miliardi al Sud.
Il mercato del lavoro si è molto impoverito. Dei 505.000 posti di lavoro persi in Italia dall’inizio della crisi, tra il 2008 e il 2012, il 60 per cento ha riguardato il Mezzogiorno. Il Sud si conferma come un territorio di emarginazione di alcune categorie sociali, come i giovani e le donne. Un terzo dei giovani tra i 15 e i 29 anni non riesce a trovare un lavoro. Se poi oltre a essere giovani si è donne, la disoccupazione sale al 40 per cento. Il tasso di disoccupazione femminile totale è del 19 per cento al Sud a fronte di un valore medio nazionale dell’11 per cento. I disoccupati con laurea sono in Italia il 6,7 per cento a fronte del 10 per cento nel Mezzogiorno.
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