Famiglie e imprese alle prese con gravi difficoltà per tutto il 2013. La stima è di Confcommercio che prevede una caduta del Pil dell’1,7% e dei consumi del 2,4%. “In questa situazione, a soffrire particolarmente sono le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti – spiega una nota dell’associazione di categoria – Molte attività chiudono perché i consumi sono in caduta libera da tanto tempo e la pressione fiscale è ai massimi mentre il credito è sempre meno accessibile e la liquidità scarseggia perché lo Stato non onora i suoi debiti nei confronti delle imprese. E’ indispensabile passare dal tempo del rigore e dell’austerità a quello della crescita perché solo così si può assicurare anche la tenuta dei conti pubblici”.
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