Se la situazione economica resterà immutata, nel 2013 il Pil subirebbe un’ulteriore caduta per circa 20 miliardi, portando a 126 miliardi la perdita accumulata dal 2008. Lo sostiene uno studio di Confesercenti secondo cui, inoltre, nel corso dell’anno ogni nucleo familiare vedrà mediamente ridotto di quasi 4mila euro il proprio potere d’acquisto.
In compenso si accentuerebbe la caduta dell’occupazione, che porterebbe a 1,6 milioni i posti di lavoro persi a partire dal 2008. La flessione coinvolgerebbe in egual misura (6%) il lavoro dipendente e quello “indipendente” (oltre 434 mila unità perdute).
La pressione fiscale subirebbe un ulteriore aumento, portandosi al 44,4%. Aumenterebbe, soprattutto, il prelievo sui soggetti Irpef: da un lato, in modo esplicito, per effetto degli aumenti di addizionale deliberati da Regioni e Comuni, e dall’altro attraverso il fiscal drag, un maggior prelievo di 416 euro prodotto dal rigonfiamento monetario del reddito e pur in presenza di una struttura Irpef rimasta ferma al 2007.
Ancora più marcato risulterebbe il calo dei consumi: agli 85 miliardi svaniti fra il 2008 e il 2012 si andrebbe a sommare la flessione attesa per il 2013: altri 60 miliardi rispetto al livello pre-crisi.