Nel secondo trimestre del 2012 la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, misurata al netto della stagionalità, è stata pari all’8,1 per cento, con una diminuzione di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,5 punti percentuali rispetto al corrisponde trimestre del 2011.
Lo comunica l’Istat aggiungendo che il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è diminuito dell’1 per cento rispetto al trimestre precedente, e dell’1,5 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2011.
Tenuto conto dell’inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel secondo trimestre del 2012 si è ridotto dell’1,6 per cento rispetto al trimestre precedente e del 4,1 per cento rispetto al secondo trimestre del 2011. Nei primi sei mesi del 2012, nei confronti dello stesso periodo del 2011, il potere d’acquisto ha registrato una flessione del 3,5 per cento.
Il tasso di investimento delle famiglie è stato pari all’6,8 per cento, risultando invariato rispetto al trimestre precedente e in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al secondo trimestre del 2011.
La quota di profitto delle società non finanziarie è scesa al 38,5 per cento, con una riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 2,1 punti rispetto al corrispondente trimestre del 2011.
Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 21 per cento, è risultato inferiore di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,3 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2011.