“E’ giunto il momento di abbattere, gradualmente ma a ritmo sostenuto e costante, il muro del debito pubblico accumulatosi nel corso dei decenni”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo oggi al Quirinale alla cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine al merito del lavoro.
“Fare questo creando al tempo stesso le condizioni per una nuova fase di crescita dell’economia e della società italiana – ha aggiunto il capo dello Stato – è nostro interesse nazionale ed è nostro dovere come paese fondatore dell’Europa unita, aderente tra i primi alla zona Euro”.
Napolitano ha inoltre rivolto un appello affinché “ciascuno faccia la sua parte”. In tal senso, ha sottolineato, “molto sta facendo il mondo delle imprese anche in senso propositivo, e non può che considerarsi prezioso, ed auspicarsi, il massimo di coesione nel mondo dell’impresa, come nel mondo del lavoro”.
Il presidente della Repubblica ha richiamato gli sforzi che “si stanno compiendo”, non mancando di sottolineare che “le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti, se è vero che è trascorso un mese dall’approvazione in Parlamento del decreto di stabilizzazione finanziaria varato alla vigilia di Ferragosto. E’ un momento in cui si richiede una forte, netta assunzione di responsabilità: largamente condivisa, aggiungo, perché risulti più credibile, più garantita nella sua efficacia realizzativa. Non posso perciò tacere la mia angustia nel constatare che le condizioni politiche per questa più larga condivisione non si sono finora verificate”.
Napolitano ha concluso il suo intervento rivolgendosi a tutte le forze sociali e politiche. “Va sventato il rischio di un fuorviante condizionamento di calcoli elettorali – ha affermato – Un rischio che esiste non solo in Italia: che esiste in Europa, in Francia dove si voterà nel 2012, e in Germania dove si sono succedute elezioni regionali e si andrà successivamente alle elezioni generali, o negli Stati Uniti dove egualmente si tornerà a votare l’anno venturo. Si guardi con coraggio agli interessi comuni di più lungo termine, per l’unità dell’Europa, per lo sviluppo mondiale, per il futuro delle giovani generazioni”.