Il perdurare della crisi economica alimenta tensioni sociali, e rende concreta la minaccia anarco-insurrezionalista e il pericolo di attentati. Non solo. Sono in atto, da parte di gruppi stranieri, tentativi speculativi per rilevare marchi storici del made in Italy, a tutto svantaggio della competitività del tessuto imprenditoriale italiano.
L’allarme è contenuto nella relazione del Dis, il Dipartimento Informazioni per la Sicurezza, presentata al Parlamento.
Secondo il documento dei servizi segreti italiani, l’interesse da parte di holding estere nei confronti del comparto produttivo nazionale, specialmente delle piccole e medie imprese, colpito dal prolungato stato di crisi che ha sensibilmente ridotto tanto lo spazio di accesso al credito quanto i margini di redditività. Questo comporterebbe il “rischio di sostituzione, con operatori di riferimento, delle aziende italiane attive nell’indotto industriale interessato dall’investimento diretto ovvero proprietarie di tecnologie di nicchia, impiegate nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza nazionale, come pure nella gestione di infrastrutture critiche del Paese”.
Allerta degli 007 anche in relazione all’innalzamento del livello della minaccia portata dagli anarco-insurrezionalisti. “L’attuale situazione economica viene vista in quegli ambienti come potenzialmente favorevole al progetto che vede al centro l’azione diretta”, si legge nel rapporto.
In relazione alla possibile minaccia terrorismo, l’inasprimento delle tensioni sociali “potrebbe indurre queste componenti a tentare di inserirsi strumentalmente in realtà aziendali caratterizzate da forti contrapposizioni”.