Nel 2012 andranno persi, secondo Unioncamere, circa 130mila posti di lavoro. Un terzo di questi, nelle regioni del Mezzogiorno.
Su 70 province nelle quali il calo dell’occupazione dipendente andrà al di sotto della media nazionale (-1,1 per cento), 35 sono del Meridione, partendo da Enna, Ragusa e Siracusa (che superano o si aggirano intorno
al -3 per cento) e concludendo con Avellino (-1,3%). Unica eccezione è Napoli, dove la riduzione dell’occupazione dipendente non dovrebbe scendere oltre il -0,8 per cento.
“Il quadro delineato dalla nostra indagine – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – delinea una situazione di ulteriore difficoltà del Paese e soprattutto delle più deboli economie meridionali. Occorre una iniezione di fiducia alle nostre imprese che, in questo contesto così turbolento, non possono che dimostrarsi caute nell’assumere impegni contrattuali nuovi”.