Il Governo si impegna ad assumere interventi tempestivi per mantenere il deficit entro la soglia del 3 per cento del Pil nel 2013. Obiettivo considerato essenziale per garantire all’Italia autonomia nella gestione delle proprie politiche economiche e fiscali, conservando la necessaria credibilità a livello internazionale per contenere la spesa per interessi sul debito pubblico, stimata per il 2013 in 84 miliardi di euro.
Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, nel corso della conferenza stampa sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza.
Il Pil per l’anno 2013, ha spiegato il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, è stimato in riduzione dell’1,7 per cento rispetto al 2012.
“Tenuto conto delle riforme adottate in passato e delle recenti iniziative tese a supportare la ripresa, per il 2014 e il 2015 viene prefigurata una crescita pari all’1,0 e all’1,5 per cento, rispettivamente – è stato sottolineato – L’indebitamento netto programmatico è previsto ridursi gradualmente nei prossimi anni, passando dal 2,5 per cento nel 2014 allo 0,1 nel 2017.
L’indebitamento netto a legislazione vigente per il 2013 risulterebbe pari al 3,1 per cento del PIL in assenza di ulteriori interventi, ovvero 0,2 punti percentuali al di sopra del valore indicato nel Def di aprile. Al riguardo si evidenzia che i pagamenti dei debiti pregressi in conto capitale della Pubblica Amministrazione, concordati con l’Unione Europea, peggiorano per circa 0,5 punti percentuali il risultato del 2013”.
La Nota, strumento di programmazione finanziaria che aggiorna gli obiettivi programmatici, verrà presentata al Parlamento e ha l’obiettivo di aggiornare le indicazioni programmatiche e il quadro dei conti pubblici. In aggiunta ai contenuti usuali, fornisce le sei raccomandazioni del Consiglio europeo all’Italia con l’indicazione, per ciascuna di queste, dello stato di attuazione delle azioni di riforma intraprese. Alle riforme avviate e programmate dall’Italia per migliorare la competitività e rafforzare la crescita economica del Paese più in generale è dedicato un intero capitolo.