Dal primo giugno i Comuni italiani interessati al “Piano Città” potranno inviare le proposte di riqualificazione di aree urbane al “Tavolo Città”, istituto presso il ministero delle Infrastrutture, che le valuterà, le doterà di risorse e consentirà agli interventi di partire.
Una volta avviata l’operazione, i soggetti coinvolti e il Comune interessato potranno firmare il contratto di valorizzazione urbana, una sorta di accordo di programma che regolamenta gli impegni di più soggetti, con la precisa destinazione delle risorse disponibili.
In prima battuta, il Piano Città potrà contare su una dotazione di circa 2 miliardi di euro, che comprende i fondi del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le risorse della Cassa dei depositi e Prestiti destinati alla housing sociale e quelli dell’edilizia scolastica a disposizione del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. A questo ammontare, andranno aggiunte le risorse e gli incentivi di Regioni, Comuni e privati. Al Piano Casa sarà dedicata una norma del decreto legge Sviluppo all’esame del Governo.
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