Segno meno per la lettura in Italia. Tra il 2010 e il 2011, i lettori con più di 6 anni sono passati dal 46,8 al 45,3 per cento della popolazione. Per un confronto con gli altri Paesi, legge ben il 61,4 per cento degli spagnoli, il 70 per cento dei francesi, l’82 per cento dei tedeschi e il 72 per cento degli americani.
E i primi mesi del 2012? Tutti segni meno, tranne che per l’ebook.
Per le versioni cartacee, il numero di titoli pubblicati e immessi nel mercato nei primi cinque mesi dell’anno è del 9,1 per cento inferiore a quello del corrispondente periodo del 2011: da 29.900 a poco più di 27mila titoli.
Nei primi nove mesi di quest’anno i canali trade hanno fatto segnare un -8,7 per cento a copie e un -7,3 per cento a valore. In questo contesto fa eccezione il settore degli e-book. Alla fine di dicembre erano disponibili 19.884 titoli, che all’inizio di giugno erano diventati 31.615, e a settembre 37.662.
“Non è più tempo di parole per il mondo del libro – commenta Marco Polillo, presidente dell’Associazione italiana editori. Occorre un coordinamento delle competenze sul libro, Iva al 4 per cento sugli ebook e un credito d’imposta sull’innovazione”.
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