“La crisi economica ha cambiato gli scenari internazionali e si assiste ad un paradosso. Dagli Stati Uniti, patria del liberismo, arriva una lezione sui vantaggi dell’intervento pubblico in economia, mentre l’Europa, patria del welfare, sta invece sposando le teorie liberiste”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Eurispes, Antonio Fara, intervenuto al SorrentoMeeting, evento di economia internazionale promosso dall’Obi, l’Osservatorio Banche Impresa di Economia e Finanza.”Con il crollo delle ideologie, nella convinzione che il mercato fosse in grado di occuparsi dei problemi collettivi, si è perso di vista il problema della distribuzione della ricchezza, caratteristica che era stata delle società occidentali – ha spiegato Fara – Il pensiero liberista, che prometteva la liberazione dalle regole, ha innalzato nuovi muri nelle società ricche. Si è pensato che il mercato selezionasse i suoi protagonisti in base alla capacità e alla spregiudicatezza. Il risultato è che le speculazioni hanno corroso le radici dell’economia”. Dalla crisi, secondo Fara, è giunta una lezione salutare. “Nessuno stato può abbandonare l’economia nelle mani nelle capacità autoregolative del mercato. Uno stato, per essere tale, deve poter contare su una politica di controllo e di compensazione del capitalismo finanziario”.
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