Sono stati 155 gli eventi delittuosi nel 2012, consumatisi tra le mura domestica ad opera di familiari. E’ quattro rileva l’Eurispes nel Rapporto Italia 2013. Confrontando i dati del 2012 con quelli delle rilevazioni precedenti si evidenzia una maggiore incidenza dei delitti nel Nord dell’Italia: nel 2009 e nel 2010, quasi la metà degli omicidi domestici sono stati commessi al Nord (52,5% nel 2009 e 47,8% nel 2010) e anche nel 2012 la prevalenza di omicidi avviene nel settentrione con 25 omicidi famigliari (35%) e 33 omicidi di relazione (40%). Al Centro si riscontrano 21 omicidi famigliari, pari al 29% e 17 quelli di relazione (20,5%), al Sud 17 quelli famigliari (23,5%) e 21 quelli di relazione (25%); nelle Isole sono avvenuti 9 casi di omicidi domestici (12,5%) e 12 di omicidi passionali (14,5%).
Come nel biennio 2009-2010, nel quale si evidenziava che la maggior parte degli autori di omicidio domestico erano maschi (85,7% nel 2009 e 84,9% nel 2010), allo stesso modo, nel 2012 gli autori degli omicidi domestici rimangono per la maggior parte uomini, 135, contro 25 donne. Analizzando il grado di parentela tra autori maschi e vittime emerge che il 23,7% sono coniugi, seguiti da ex fidanzati o ex amanti pari al 14, 4%, ex coniugi o ex conviventi per l’11,3%. Tra le donne prevalgono, come per gli uomini, quelle coniugate/conviventi pari al 3,7% e le madri 3,7% nonostante queste siano in minoranza sui padri autori di omicidi famigliari. Da notare, infine, l’assenza di sorelle tra le autrici di omicidi e una percentuale molto bassa di figlie (1,2%) o di ex fidanzate o ex amanti (1,9%). Per quanto riguarda le vittime, al contrario, la maggioranza è donna con una prevalenza di coniugate/conviventi (24,5%) e di ex fidanzate o ex amanti (14,8%). Nel 2009 sono stati per la maggior parte fidanzati, amanti, rivali o spasimanti, ma anche amici, a commettere omicidi (6,3% in entrambi i casi). Nel 2010, invece, sono gli “ex” (coniugi o conviventi, ma anche fidanzati o amanti) i maggiori responsabili di uccisioni (11,8% ex fidanzati/amanti e 6,7% ex coniugi/conviventi). Anche nel 2012 le donne sono le principali vittime di omicidi domestici e soprattutto trovano spesso la morte in seguito a relazioni amorose che sfociano poi in quella che spesso viene descritta dai loro assassini come una forma estrema d’amore. Ma che tale evidentemente non è. Nella fascia d’età tra 0-17 anni si registra il 10,3% di vittime (16 casi). La maggior parte degli autori si colloca nella fascia d’età avanzata tra i 45-64 anni con 42 casi (26,2%), seguito dalla fascia 35-44 anni (37 casi per il 23,1%). Le vittime si collocano per la maggior parte nella fascia d’età tra i 35-44 anni con 40 casi (25,8%), seguita da quella tra i 45-64 anni (31 casi, 20%) e tra i 25-34 anni con 30 casi (19,5%).