Promuovere il giornalismo come bene pubblico, in un’epoca di austerità, di ristrutturazioni aziendali e di commercializzazione dei media senza precedenti. Lo chiede l’Efj, la Federazione Europea dei giornalisti, in occasione della ventesima Giornata mondiale per la libertà di stampa.
“Siamo preoccupati nel vedere che migliaia di giornalisti hanno perso il lavoro negli ultimi mesi in tutta Europa, alcuni colpiti dai tagli di posti di lavoro e altri per essere stati assegnati a posizioni più precarie – ha detto il presidente Efj, Arne König – Il lavoro precario e la mancanza di investimenti in risorse umane hanno un impatto importante sulla qualità dell’informazione e della libertà di stampa”.
L’Efj è allarmata dalla crescente precarietà dei giornalisti, soprattutto giovani, uomini e donne, che minaccia gli standard professionali, l’indipendenza economica e il rispetto della libertà di stampa e del pluralismo dell’informazione.
Anche nei paesi europei più emancipati, la libertà di stampa rischia di essere un problema. Il contesto economico è duro, ma non può essere una scusa per trascurare il giornalismo e il suo contributo alla democrazia. Con il pretesto della flessibilità e della concorrenza, l’informazione pubblica è sottoposta a tagli, una adeguata retribuzione dei giornalisti è sempre meno equa e il contratto collettivo è applicato sempre meno.
“Non è possibile ottenere mezzi di comunicazione liberi e notizie di qualità se si trascurano i professionisti che hanno bisogno di segnalare, indagare e informare il pubblico”, ha detto König.
Intanto, in Italia, la Federazione Nazionale della Stampa ha indetto una iniziativa straordinaria per Domenico Quirico, l’inviato de La Stampa scomparso in Siria quasi 20 giorni fa, unita a quella di altri reporter in difficoltà o trattenuti illegittimamente in terre martoriate da scontri tra regimi e rivoltosi.