Il reddito complessivo dichiarato dai contribuenti italiani nel 2012 è di 805 miliardi di euro, mentre il reddito medio è di 19.655 euro. Entrambi i valori sono in aumento rispetto al 2011 (rispettivamente +1,5 per cento e +2,1 per cento), in linea con l’andamento del Pil nominale. Tuttavia, se si considera il reddito complessivo, non tenendo conto dei valori particolarmente elevati, il valore scende a 15.723 euro.
E’ quanto emerga dal rapporto statistico sulle dichiarazion Irpef relative al 2012, diffuso dal dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia.
L’analisi della distribuzione dei redditi evidenzia che il 5 per cento dei contribuenti con i redditi più alti detiene il 22,9 per cento del reddito complessivo, ossia una quota maggiore a quella detenuta dal 55 per cento dei contribuenti con i redditi più bassi. Il 90 per cento dei soggetti dichiara invece un reddito complessivo fino a 35.601 euro.
L’analisi territoriale conferma che la regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (23.210 euro), seguita dal Lazio (22.160 euro), mentre la Calabria ha il reddito medio più basso con 14.230 euro.
Nel 2011 si registra un ulteriore allargamento del divario nord-sud rispetto al 2010: si riscontra infatti una crescita superiore del reddito complessivo medio nelle regioni settentrionali rispetto al resto d’Italia, con incrementi che variano da un massimo del 2,2 per cento al nord-ovest ad un minimo dell’1 per cento nelle isole.
All’analisi per tipologia di reddito, emerge che i lavoratori autonomi hanno il reddito medio più elevato, pari a 42.280 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori è pari a 18.844 euro. Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti è pari a 20.020 euro, quello dei pensionati pari a 15.520 euro e, infine, il reddito medio da partecipazione è pari a 16.670 euro.