“Con l’attuazione delle misure fiscali previste dalle ultime manovre la pressione fiscale italiana si collocherebbe intorno al 45%, rispetto al 42,1% del 2011; 45% che diventa 55% se il calcolo viene fatto sottraendo il Pil sommerso. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in un’audizione alla Camera.
“Il nostro è un sistema complesso, oneroso dal punto di vista degli atteggiamenti e caratterizzato da un atteggiamento spesso vessatorio dell’amministrazione finanziaria nei confronti dei contribuenti – ha aggiunto Squinzi – A questo si aggiunge una pressione fiscale di gran lunga più elevata rispetto a quella degli altri Paesi concorrenti e ormai difficilmente sostenibile, anche perchè sensibilmente sperequata a causa di un tasso inaccettabile di evasione», aggiunge ricordando come, secondo la Banca mondiale, il total tax rate sulle imprese in Italia sia pari al 68,5%: il livello più elevato tra i Paesi europei”. In Germania, infatti, si attesta al 46,7%, in Svezia al 52,8%, in Slovenia al 34,7% e nel Regno Unito al 37,3%.