L”ambasciata italiana a Tokyo resterà aperta e operativa nonostante il potenziale rischio nucleare. Lo ha reso noto la Farnesina sottolineando che “tale scelta è motivata dalla necessità di continuare a garantire la massima efficacia nell’assistenza ai connazionali presenti nella regione metropolitana della capitale giapponese”.
A Tokyo continuerà ad essere presente l’ambasciatore d’Italia, Vincenzo Petrone e un gruppo di funzionari composto da diplomatici, personale amministrativo e di segreteria, cui si aggiungono un addetto scientifico, un addetto culturale, un esperto dell’Università statale di Milano, un brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, e un addetto Militare, oltre al personale locale a contratto.
A tale cellula operativa si associa il nucleo di esperti nucleari inviati dalla Protezione Civile, in grado di misurare costantemente il livello di radioattività dell’aria, i vigili del fuoco e gli esperti dell’Ispra.
Rimane inoltre operativo il presidio della cellula di crisi che l’ambasciata ha istituito all’aeroporto di Tokyo Narita per favorire il deflusso degli italiani che dovessero lasciare il Giappone con compagnie diverse da Alitalia e che volano ancora da quell’aeroporto. Stesso presidio è in funzione presso l’aeroporto internazionale di Osaka.
Contemporaneamente, parte del personale dell’ambasciata, il ministro consigliere Alfredo Durante Mangoni e una dozzina di funzionari, verrà dislocato ad Osaka in modo da ampliare l’attuale struttura del locale Consolato.
24