“L’autonomia e l’indipendenza della magistratura costituiscono principi inderogabili in rapporto a quella divisione tra i poteri che è parte essenziale dello Stato di diritto”. E’ il convincimento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, espresso oggi alla Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati nel corso di un incontro al Quirinale.
La delegazione ha manifestato al capo dello Stato perplessità sul testo del disegno di legge costituzionale di riforma della giustizia approvato l’11 marzo dal Consiglio dei ministri.
“Napolitano – si legge in una nota del Colle – ha espresso la convinzione che l’apertura di un confronto su proposte di modifica del Titolo IV della Costituzione possa costituire terreno di impegno per tutte le forze politiche e culturali e in particolare per tutte le componenti del mondo della giustizia: ferma restando la necessità che un tale confronto avvenga senza pregiudiziali e con la massima disponibilità all’ascolto e alla considerazione delle diverse impostazioni e proposte”.
“In termini più generali – prosegue la nota – il capo dello Stato ha riaffermato la legittimità di interventi di revisione di norme della Seconda Parte della Costituzione che possano condurre a una rimodulazione degli equilibri tra le istituzioni quali furono disegnati nella Carta del 1948: rimodulazione che in tanto può risultare convincente in quanto comunque rispettosa della distinzione tra i poteri e delle funzioni di garanzia. Nel richiamare le regole fissate nell’articolo 138 della Carta, il presidente della Repubblica ha infine sottolineato come esse siano ispirate al principio della ricerca di un’ampia condivisione, che deve comprendere anche la definizione di puntuali orientamenti per le leggi ordinarie attuative della riforma costituzionale”.