“Resta ancora molto da fare in relazione alle misure alternative alla detenzione e al finanziamento del lavoro in carcere”. E’ il pensiero del ministro della Giustizia, Paola Severino, in un’intervista rilasciata al quotidiano “Il Messaggero”.
Il Guardasigilli ha posto l’attenzione su “due interventi che finalmente vedrebbero il carcere come extrema ratio e che consentirebbero un vero reinserimento sociale, con bassissima recidiva, ma che sono naufragati per irragionevoli contrapposizioni politiche e per logiche di spartizione di fondi che nulla hanno a che vedere con una equa distribuzione di pubbliche risorse”. “I problemi del carcere e del sovraffollamento – ha aggiunto – attengono alla dignità dell’uomo e potranno veramente essere affrontati e risolti solo attraverso una condivisa consapevolezza”.
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