Il Consiglio dei ministri ha varato oggi il Codice delle leggi antimafia, delle misure di prevenzione e di nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia.
Il disegno di legge, che sarà ora sottoposto all’esame del Parlamento, ha come obiettivo il riordino della normativa antimafia per rendere più incisiva l’azione di contrasto alla criminalità organizzata.
Tra le novità del provvedimento, l’introduzione della facoltà di richiedere che il procedimento per l’applicazione delle misure di prevenzione sia celebrato in udienza pubblica, la previsione di un limite di durata anche per il procedimento di secondo grado, con la perdita di efficacia del sequestro ove non venga disposta la confisca nel termine di un anno e sei mesi dalla immissione in possesso da parte dell’amministratore giudiziario, nonché, in caso di impugnazione della decisione, entro un anno e sei mesi dal deposito del ricorso. E, ancora, la possibilità di prorogare i termini in parola per sei mesi e per non più di due volte in caso di indagini complesse, e l’introduzione della revocazione della confisca definitiva di prevenzione, volta a consentire agli enti assegnatari dei beni confiscati di gestirli senza timore di doverli restituire.
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