Nella notte, al termine di un Consiglio dei ministri durato sette ore, il Governo ha approvato la legge di stabilità, il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2013 e il bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015 che dovrebbe consentire, come previsto dagli impegni assunti in Europa, di conseguire il pareggio di bilancio in termini strutturali nel 2013.
Iva al 22%, dimezzato l’aumento
La legge di stabilità ha ridotto del 50 per cento l’aumento di due punti percentuali dell’Iva, previsto a partire da giugno 2013, portandola dal 21 al 22 per cento.
Limite a deduzioni e detrazioni Irpef
La nuova legislazione introduce una franchigia di 250 euro per alcune deduzioni e detrazioni Irpef e, per le sole detrazioni, si fissa il tetto massimo di detraibilità a 3000 euro. Prevista anche l’assoggettabilità ad Irpef delle pensioni di guerra e di invalidità.
Irpef giù per i redditi più bassi
La legge di stabilità introduce una riduzione di un punto percentuale (da 23 a 22 punti e da 27 a 26) dell’aliquota Irpef sui primi due scaglioni di reddito (da 0 a 15mila euro e da 15mila a 28mila euro).
Spending review, al via la fase due
Nell’ambito della legge di stabilità il Consiglio ha approvato il secondo capitolo delle disposizioni per la cosiddetta spending review. La prima fase della spending ha garantito un risparmio di circa 4,4 miliardi per il 2012, 10,3 miliardi per il 2013 e 11,2 miliardi per il 2014. La spesa censita alla quale fanno riferimento questi risparmi è pari a circa 60 miliardi di acquisto di beni e servizi. Le nuove misure di razionalizzazione della spesa pubblica si basano su un censimento di spesa “aggredibile” pari a circa 50 miliardi: 11 miliardi per l’acquisto di farmaci, 7 miliardi per i dispositivi medici e 32 miliardi di acquisti per gli investimenti. L’importo censito nelle due fasi della spending è di 110 miliardi, circa il 65 per cento della spesa pubblica per l’acquisto di beni e servizi.
A regime, stima Palazzo Chigi, il risparmio derivante dalla spending review è di 3,5 miliardi.
Controlli ai conti della PA
Un capitolo importante del provvedimento riguarda i controlli dei bilanci delle Pubbliche Amministrazioni. In particolare verrà rafforzata la capacità di controllo sui bilanci degli enti locali, che farà leva sulla Corte dei Conti, sui servizi ispettivi della Ragioneria Generale dello Stato e sulla Guardia di Finanza.