A partire dalla seconda metà del 2011 si è assistito a una forte accelerazione dei contratti di rete. In pochi mesi le reti registrate sono passate da 79 del giugno del 2011 a 441 a fine giugno 2012, per un totale di 2.323 aziende in rete.
Lo sostiene il secondo Osservatorio Intesa Sanpaolo-Microcredito italiano sulle reti d’impresa.
Nella metà circa dei casi, precisa lo studio, si tratta di micro-imprese con fatturato inferiore a due milioni di euro. Il resto è composto da piccole imprese (il 30 per cento circa con fatturato compreso tra 2 e 10 milioni di euro) e da imprese di medie dimensioni (il 15 per centodel totale con fatturato tra 10 e 50 milioni di euro).
La Lombardia è la regione italiana con più imprese (507) coinvolte in contratti di rete, segue la Toscana (405), al terzo e quarto posto si collocano Emilia Romagna e Veneto (circa 230).
Le imprese maggiormente rappresentate sono quelle dei servizi (44,5 per cento) e dell’industria in senso stretto (35 per cento). E’ significativa anche la presenza di aziende delle costruzioni (11,1 per cento) e dell’agribusiness (9,3 per cento). La differenziazione produttiva all’interno delle Reti d’Impresa è elevata: una rete su quattro, per esempio, comprende un’impresa dell’industria e una dei servizi.
Le imprese manifatturiere in rete mostrano un migliore posizionamento competitivo rispetto a quelle che non aderiscono a contratti di rete. Sono, infatti, più presenti all’estero con attività di export (45 per cento dei casi contro il 25,2 per cento dei competitor non coinvolti) e attraverso partecipazioni estere (9,7 per cento contro il 3,9 per cento), brevettano di più (14,8 per cento dei casi contro il 5,3 per cento), sono maggiormente sensibili all’attività di certificazione della qualità (26,9 per cento dei casi contro il 14,7 per cento) e dell’ambiente (7,6 per cento contro 2,8 per cento).