Tra gennaio a marzo il bilancio anagrafico delle imprese mostra una saldo negativo dello 0,16 per cento. Da un lato la progressiva ripresa delle iscrizioni (125.271, 2.177 in più del 2010), dall’altro il prolungato rallentamento delle cancellazioni (134.909, 4.366 in meno rispetto all’anno scorso), hanno fatto fermare il bilancio del trimestre a -9.638 unità contro le oltre 16mila in meno del 2010.
Questo il quadro di sintesi che emerge dai dati sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel primo trimestre dell’anno fotografati attraverso Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta per Unioncamere da InfoCamere, la società di informatica delle Camere di Commercio italiane.
“Il cammino del Paese per ritornare a crescere – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – passa per le imprese, e i dati di questi primi mesi dell’anno dicono che le forze imprenditoriali vogliono fare la loro parte. Non si spiega diversamente questa lenta, ma continua, ripresa delle nascite di nuove imprese e la contemporanea voglia di non mollare di quelle che ci sono già. C’è una forte e diffusa domanda di politiche di sviluppo che cogliamo in queste dinamiche. Una domanda che non va delusa se non vogliamo restare nel guado tra la sponda della crisi stagnante e la sponda delle economie che, invece, sono già nel futuro. I rischi sono grandissimi e tangibili e li evidenziano i dati del Mezzogiorno, che non progredisce rispetto a un anno fa, e delle piccole imprese artigiane che continuano a pagare un dazio pesante a questa crisi. Il rilancio dello sviluppo – ha concluso Dardanello – passa tra due paletti: la semplificazione della macchina pubblica, che deve procedere a grandi passi per ridurre il peso della burocrazia sull’impresa, e la promozione delle reti d’impresa, il modello oggi vincente per competere con i nostri competitor”.
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