Programmi di intervento comuni, da concordare anno per anno, di tutti i soggetti pubblici che operano per l’internazionalizzazione. E’ la proposta avanzata dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, intervenuto alla Camera per una audizione sulla riforma degli strumenti per l’internazionalizzazione. “In un sistema di piccole e medie imprese diffuse sul territorio, come quello italiano – ha detto Dardanello ai parlamentari della commissione Attività Produttive di Montecitorio – l’internazionalizzazione è la via maestra per crescere e consolidarsi sul mercato. Per questo crediamo che qualsiasi disegno di riforma degli strumenti per l’internazionalizzazione debba mettere al centro il sistema delle imprese, con una specifica attenzione a quelle piccole e medie. Con la stessa convinzione – ha aggiunto il Presidente di Unioncamere – riteniamo che una vera riforma debba essere necessariamente ispirata ad una maggiore razionalizzazione nell’uso delle risorse pubbliche”.
Per Unioncamere va quindi realizzato “un più efficace coordinamento tra i diversi soggetti preposti alle attività di internazionalizzazione”.
“La garanzia che questo coordinamento possa riuscire – ha detto il presidente di Unioncamere – può venire solo da un rapporto virtuoso tra le Regioni, costituzionalmente competenti su alcuni aspetti, e lo Stato che deve definire i principi fondamentali di una strategia-Paese, perché il messaggio di qualità che vive nel Made in Italy venga percepito nel mondo in modo unitario, e quindi più efficace”.
“Le Camere di commercio – ha concluso Dardanello – continueranno a lavorare per rispondere alle esigenze delle imprese in chiave di forte razionalizzazione delle proprie iniziative e di condivisione dei programmi di promozione “.
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